Juicy

Nel mondo contemporaneo, ogni anno circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo finiscono sprecate, equivalenti a un terzo della produzione alimentare globale destinata al consumo umano (FAO, 2022). Questo enorme spreco rappresenta il succo amaro, il ‘JUICE’, che la nostra società estrae quotidianamente dalle risorse limitate del pianeta.

Viviamo immersi in una cultura alimentare dominata dal fast-food, che spreme incessantemente il pianeta per alimentare un consumo compulsivo di alimenti ipercalorici, economici e ultra-processati. Come spremiamo un frutto fino all’ultima goccia, così l’industria alimentare spreme risorse naturali, energia e lavoro umano fino al limite della sostenibilità. Le catene di ristorazione rapide, generando introiti annuali per centinaia di miliardi di dollari, alimentano questa macchina economica che prospera proprio sulla spremitura eccessiva delle nostre risorse.

Dietro questa realtà apparentemente comoda e conveniente, si celano conseguenze ambientali e sociali pesanti: deforestazione, emissioni significative di gas serra, obesità e gravi problemi di salute pubblica. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2021), più di 1,9 miliardi di adulti nel mondo sono in sovrappeso e, di questi, 650 milioni risultano obesi. Una società sovralimentata ma malnutrita è come un succo saturo di zuccheri che nutre temporaneamente, ma avvelena lentamente il corpo.

Il poster JUICE vuole attirare l’attenzione su queste criticità, invitandoci a riflettere su quanto ancora possiamo spremere prima che le risorse si esauriscano del tutto. È un invito a interrogarci sul nostro rapporto con il cibo e sulla responsabilità individuale e collettiva che abbiamo nella scelta consapevole di ciò che consumiamo. Sollevare queste questioni è il primo passo per modificare comportamenti, influenzare decisioni più sagge e promuovere un cambiamento positivo verso modelli di consumo sostenibili e responsabili.


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